Martedì, 02 Aprile 2013 17:00

In Pink! - una mamma giornalista: cambiamenti e creatività

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Oggi “In Pink!”, la nostra nuova rubrica dedicata a storie di idee, imprenditorialità e professioni al femminile ospita una giornalista, Micaela Romagnoli, che ci racconta i cambiamenti e le nuove ispirazioni professionali legate alla nascita di suo figlio Francesco che ora ha 3 anni.

Raccontaci un pò: che tipo di giornalista sei?

Ero al liceo quando ho cominciato a pensare che da grande avrei voluto fare la giornalista, perché mi è sempre piaciuto ascoltare le storie degli altri e raccontare.  Laurea in Scienze Politiche e per un po’ ho pensato di restare all’Università per diventare un giorno ricercatrice: ma il richiamo del mio sogno è stato forte e ho abbandonato la vecchia strada per la nuova. Un po’ di classica gavetta e ora, da dieci anni, faccio la cronista per l’emittente radiofonica regionale Radio Bruno, collaboro per il Corriere della Sera di Bologna, sul quale tengo una rubrica-blog “BimBo”, dedicata ai bambini, ai genitori e alla città vista con i loro occhi.

E BimBo da dove nasce?

Ero a casa in maternità e nei momenti di pausa tra una poppata e l’altra, mi ritrovavo a navigare su internet, alla ricerca delle esperienze di altre mamme. La dimensione locale del mio lavoro, centrato appunto su quanto accade a Bologna, non l’ho mai vissuta come un limite, ma anzi come una forza. Così, ho pensato di unire il mio lavoro, la maternità e la mia città. Ma a darmi lo slancio vero e proprio per il blog è stato Giacomo, il babbo di mio figlio: sul Corriere di Bologna scrivevo di cronaca già da prima, e il mio caporedattore di allora mi propose di abbinare al blog la rubrica sul giornale.

Quindi una lettura sia per genitori "bolognesi" che per genitori alla ricerca di idee..

Esatto. Nella rubrica e nel blog, nati ormai più di due anni fa, racconto esperienze quotidiane con mio figlio, cercando una chiave di lettura che possa essere utile anche ad altri genitori, a volte affidandomi al contributo di una pedagogista, di un libraio, di un giocattolaio, di un pediatra, ecc. Racconto anche di iniziative dedicate ai più piccoli, di luoghi inattesi per i bambini e le famiglie che ci sono in città e nei dintorni, di storie di altre mamme che hanno trovato nella maternità la grinta per realizzarsi anche sul lavoro.

Parliamo del pre-Francesco: com'erano la tua vita lavorativa e le tue aspirazioni?

Prima non ponevo limiti di tempo al mio lavoro: mi ritrovavo spesso a lavorare per la radio 7 ore, poi per il giornale altre 6. Preparavo i servizi per i giornale radio e scrivevo articoli di cronaca per il Corriere ogni giorno. Avevo in pratica un doppio lavoro. Io e il mio lavoro-passione rischiavamo spesso di confonderci. Faticoso, ma era quello che volevo allora.

E poi diventi mamma.  

Dopo il ritorno al lavoro, quando mio figlio aveva 6 mesi, ho deciso di “strappare”, con enorme fatica, il contratto di collaborazione con il Corriere di Bologna e mantenere soltanto il contratto da dipendente con la radio. Non volevo più lavorare 14 ore al giorno tutti i giorni. Volevo crescere il mio bimbo e viverlo. Ma con Francesco è nata l’idea del blog-rubrica, che senza di lui non avrei mai avuto.

Come ti sei organizzata per riprogrammare tutto? Chi ti aiuta?

Ho la fortuna di lavorare a casa qualche ora al giorno. Francesco stava al nido part-time, e nel pomeriggio dormiva a casa: io lavoravo nella stanza affianco, dove abbiamo organizzato un piccolo studio. Bello da un lato, ma impegnativo dall’altro … avevo sempre un po’ l’ansia che si svegliasse mentre ero impegnata al telefono o a registrare un’intervista. Ora va alla materna e rientra alle 17. Tutto più gestibile, anche grazie all’aiuto dei nonni presenti quando abbiamo bisogno.

E la Micaela di adesso, che aspirazioni ha?

Malgrado quell’iniziale rinuncia, le mie aspirazioni professionali non sono cambiate. Anzi, più Francesco cresce, più mi dà energia, mi dà voglia di fare e mi stimola a fare bene e meglio anche sul lavoro. E’ lui che mi rende più forte ogni volta che mi chiede di mettermi in discussione ed è con lui che sono più capace di capire ciò che voglio per me e per la nostra famiglia.

Tre domande al volo per conoscerti meglio :


1) in una parola: che mamma sei
? felice

2) il viaggio indimenticabile?
 Il primo con mio figlio. Lui, suo babbo e io, a Ischia, ad aprile 2010, quando Francesco aveva sei mesi. Un viaggio improvvisato, organizzato a pranzo e dopo due ore eravamo in macchina verso Napoli. Dopo pochi giorni, finiva il periodo di maternità e sarei dovuta tornare al lavoro. Ero entrata un po’ crisi per il distacco dal mio bimbo, ma quella pausa lontano da tutto mi ha aiutata molto e mi ha dato la sicurezza che cercavo.

3) un libro che regaleresti?

A un bimbo, “Nel mondo ci sono” di Benoit Marchon

A una neo mamma e a un neo papà, “Un genitore quasi perfetto” di Bruno Bettelheim

A tutti, “Mal di pietre” di Milena Agus.

Grazie mille! Un racconto di vita professionale e di vita da mamma in cui molte di noi sicuramente si possono riconoscere, e da cui possiamo trarre ispirazione. Buon lavoro!

Letto 45574 volte Ultima modifica il Mercoledì, 03 Aprile 2013 10:22