Mercoledì, 17 Aprile 2013 15:11

In Pink! - una mamma ostetrica: energia, fiducia e collaborazione

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Ospite di oggi di In Pink è Valentina Silvestri, ostetrica libera professionista che collabora con Baby Planner Italia ad Ancona. Mamma di Emanuele di 4 anni e mezzo e Sarah di 19 mesi, Valentina ci racconta in modo spontaneo e bellissimo in cosa consiste la sua professione e quali valori secondo lei sono alla base, per vivere la maternità e il parto in modo naturale, consapevoli che siamo donne ... sappiamo essere mamme, sappiamo partorire! 

Come è nata l'idea di diventare ostetrica?

Io credo di essere stata sempre un’ostetrica, credo di esserci nata. Sono la prima di 4 fratelli, e inutile dire che da sempre sono stata affascinata dal mondo della gravidanza, dalla magia che sta dietro al pancione e alla nascita. La meraviglia della vita dentro un’altra vita. Sono stata sempre in mezzo ai bambini, piccoli e grandi, mi sono sempre occupata di loro, con un grande istinto di maternità e protezione. Da bambina il mio gioco preferito erano le Barbie, e ovviamente la mia era incinta e con un piccolo in braccio. Da lì poi il liceo pedagogico mi a portata ancora più vicina alla sfera infantile e ho ben presto capito qual’era la mia strada.

In cosa consiste il tuo lavoro? 

L’ostetrica è quella figura professionale che si prende cura della donna in tutte le fasi della sua vita. Dalla nascita, all’infanzia, all’adolescenza, alla vita adulta, alla gravidanza, alla menopausa. La segue passo passo, la assiste, la accompagna. Io mi occupo di tutto questo, ma in particolare mi dedico alla sfera della gravidanza e dell’infanzia. Mi occupo di quelle coppie che desiderano un figlio, ma hanno qualche difficoltà, proponendo dei rimedi naturali o degli stili di vita che possano aiutare la fertilità della coppia stessa; tengo incontri di accompagnamento alla nascita pre e post parto; assisto le donne in gravidanza, durante il travaglio, il parto e il puerperio ( dopo la nascita ); aiuto i neo genitori con il neonato nella vita quotidiana, dal bagnetto, ai pannolini, ai  ritmi sonno veglia( soprattutto con un primo figlio); sostengo l’allattamento al seno e seguo l’introduzione dei cibi solidi nell’alimentazione del neonato. Insomma almeno fino al compimento di un anno di età del bambino l’ostetrica è un grande aiuto. Inoltre io mi sono formata nell’arte del massaggio, utili prima, durante e dopo la gravidanza, e baby massage.

Cosa insegni alle mamme? 

Insegno alle mamme a fidarsi di loro stesse, ad ascoltare i propri istinti e il proprio corpo. Quando una persona sa ascoltarsi, ha tutte le informazioni di cui ha bisogno, le deve solo tirar fuori… ecco il mio lavoro consiste nell’aiutare la mamma, ma anche il papà  in tutto questo. La gravidanza così come la nascita è un evento naturale, istintivo, bisogna tirar fuori  le proprie paure e preoccupazioni, per potersene liberare e per potersi finalmente lasciar andare.

Cosa impari da loro e dai loro piccoli?

 La nascita è sempre un’emozione straordinaria, sia che sia la prima a cui si assiste, sia che ne abbia assistite a centinaia. Ogni donna ti arricchisce come persona e come professionista, ogni bambino ti regala sensazioni uniche e straordinarie. Alla fine, ogni donna diventa una sorella, e ogni bimbo un nipotino.

Quali sono le difficoltà che incontri e che vedi più frequenti legate al pre e al post parto? 

L’ostacolo più grande sono quelle radici culturali che  ci portiamo dietro, che ci fanno sentire così delicate e deboli tanto che quando rimaniamo incinte pensiamo di dover ricorrere ad un medico,(come se fossimo malate, deboli, da curare) invece che ad una professionista della gravidanza. Pensare, invece, che  la donna  è dotata di una forza e di un coraggio unici. Basti pensare alla forza e il coraggio che sfodera durante il parto, ma anche nel sentir crescere una vita dentro il proprio ventre. Altro che sesso debole!!!

Come credi si possano risolvere? Le donne devono imparare a vedersi per quello che sono, no per quello che fanno creder loro di essere. Devono imparare a sentirsi, ad ascoltarsi. Proprio per questo, le donne che lo hanno già capito, hanno l’obbligo morale e sociale di aiutare le altre , dando loro forza nella quotidianità di tutti i giorni, infondendo loro coraggio e fiducia in loro stesse. Si parte dalle cose piccole, per attuare grandi cambiamenti.

Tre domande per conoscerti meglio:

- che tipo di mamma sei in una parola? E' difficile descrivermi in una sola parola, ma forse quella che mi si addice maggiormente è : naturale

- il viaggio indimenticabile Parigi, romantica, bella da vedere e da sentire... ci ho lasciato il cuore.

- un libro che regaleresti  Ad una mamma in dolce attesa regalerei “Per una nascita senza violenza” di Frédérick Leboyer. Stravolge tutti i retaggi culturali, riguardo all'evento nascita, che ci portiamo dietro.

Grazie Valentina, per le tue parole e la tua energia che incoraggia!

Letto 26536 volte Ultima modifica il Martedì, 23 Aprile 2013 21:38